Francesco Chiofalo: ecco come sta dopo il morso di ragno violino

Come sta Francesco Chiofalo

Qualche giorno fa Francesco Chiofalo ha raccontato di essere stato morso da un ragno violino

Aveva infatti postato delle foto in cui appariva ricoverato in ospedale con due ferite, in quanto il morso del ragno era stato doppio, su entrambe le gambe. Ecco che cosa ha detto oggi circa le sue condizioni di salute.

Francesco Chiofalo finisce in ospedale

Qualche giorno fa Francesco Chiofalo ha deciso di condividere la sua ennesima disavventura con i fan. L’ex fidanzato di Drusilla Gucci ha quindi postato su Instagram delle storie in cui si trovava su una barella. Da sdraiato appare poi con entrambe le gambe fasciate.

Questa volta il motivo della visita al pronto soccorso non era intenzionale, come invece accaduto nei mesi precedenti. In passato, infatti, Francesco si è sottoposto agli interventi chirurgici più disparati. Questa volta Chiofalo è finito in ospedale perché è stato morso dal ragno violino su entrambe le gambe.

Ha quindi parlato del dolore causato dall’animale e dalla necessità di rivolgersi prontamente ai medici in quanto si tratta di un aracnide molto pericoloso, il cui veleno può scatenare perfino la necrosi dei tessuti. La paura l’ha quindi portato in ospedale.

Come sta oggi Francesco Chiofalo?

Ovviamente Francesco Chiofalo ha comunicato subito la sua disavventura ai fan e ha postato diverse storie per rassicurare tutti coloro che si sono preoccupati per le sue condizioni di salute. Francesco ha raccontato di essere stato dimesso anche se dovrà seguire alcuni accorgimenti per guarire.

“Come potete vedere non sono più in ospedale, ma sono a casa mia e la situazione sembra tra virgolette sotto controllo. Quando cammino le gambe mi fanno molto male, infatti ho problemi a muovermi. Ho avuto una sfiga allucinante.”

Francesco Chioffalo ha quindi detto che in questo momento presenta due ulcere alle gambe che gli fanno molto male. Queste devono essere medicate due volte al giorno e devono essere controllate anche attraverso l’assunzione di antibiotici. Per fortuna però il peggio sembra essere passato.