L’ex “letterina” rompe il silenzio sul conduttore finito nel mirino di Corona

Giulia Montanarini racconta la sua esperienza con Gerry Scotti e il clima di lavoro vissuto durante Passaparola

Nel pieno della bufera mediatica che ha travolto il mondo dello spettacolo dopo le ultime dichiarazioni di Fabrizio Corona, c’è chi sceglie di intervenire per fare chiarezza. Tra i nomi tirati in ballo anche quello di Gerry Scotti, storico volto di Mediaset. A rompere il silenzio, nelle scorse ore, è stata un’ex protagonista di Passaparola, oltre che di Uomini e Donne, che ha voluto raccontare la sua esperienza diretta con il conduttore.

Il ricordo di un periodo indimenticabile

A prendere la parola è Giulia Montanarini, che sui social ha condiviso un lungo messaggio carico di nostalgia e rispetto. L’attrice ha ricordato gli anni trascorsi nel programma a partire dal 1998, quando Passaparola era uno dei format di punta della televisione italiana.

Giulia racconta un clima di lavoro completamente diverso da quello che spesso viene descritto oggi: un ambiente fatto di gavetta, sacrifici, provini su provini e tanta determinazione. Al centro di quei ricordi c’è proprio Gerry Scotti, descritto come una figura paterna, un punto di riferimento umano e professionale.

Nel suo intervento, Montanarini non usa mezzi termini: difende apertamente il conduttore, definendolo “un gran signore”, sottolineando la sua correttezza, il rispetto dimostrato verso le ragazze del programma e la passione con cui affrontava il lavoro quotidiano.

Secondo il suo racconto, nessuna zona d’ombra, nessun comportamento ambiguo, ma solo professionalità e attenzione verso un gruppo di ragazze giovani, poco più che ventenni, piene di sogni e speranze.

L’ex ragazza di Passaparola chiude il suo sfogo con una riflessione netta: nessuno può permettersi di mettere in discussione la sua esperienza personale e quella di tante colleghe che hanno vissuto quel periodo come uno dei più belli della loro carriera.

Un intervento che, nel pieno delle polemiche alimentate dalle dichiarazioni di Corona, riporta al centro una testimonianza diretta e vissuta, offrendo una prospettiva diversa su un volto storico della televisione italiana.

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