Luca Jurman interviene con parole nette sul modus operandi di Fabrizio Corona e la sua esposizione di un sistema marcio
Dopo settimane di polemiche e rivelazioni, anche Luca Jurman torna a prendere posizione. Ma questa volta l’ex docente di Amici non commenta cantanti, esibizioni o dinamiche del talent: il suo intervento va oltre e riguarda il modus operandi di Fabrizio Corona, accusato di aver portato alla luce un sistema che, a suo dire, sarebbe profondamente marcio.
Le parole di Jurman
Jurman sceglie parole misurate ma nette. Non prende le parti di Corona come personaggio, né giustifica il suo passato, ma distingue con chiarezza l’uomo dal contenuto delle sue rivelazioni. Il punto, per lui, non è chi parla, ma ciò che viene mostrato.
Secondo Jurman, il metodo utilizzato da Corona – per quanto discutibile nei toni e nelle modalità – avrebbe avuto un effetto dirompente: mettere in piazza meccanismi che da anni operano nell’ombra, soprattutto nel mondo della televisione e dello spettacolo. Un sistema che, sostiene, molti conoscono ma pochi hanno il coraggio di raccontare apertamente.
L’ex professore sottolinea come il vero nodo non sia il gossip, ma la struttura che lo rende possibile: rapporti di potere, silenzi interessati, carriere costruite su dinamiche opache. In questo senso, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi solo su Corona, ma su ciò che le sue parole hanno fatto emergere.
Luca Jurman semplicemente EPICO.
— 𝓔𝓶𝓪𝓷𝓾𝓮𝓵𝓮𝓼𝓸𝓷𝓸𝓲𝓸_97 🐅❄️ (@zabetta97) January 29, 2026
Si è esposto contro la vergognosa CENSURA PREVENTIVA nei confronti di Fabrizio Corona e ha servito e smontato pezzo per pezzo il sistema di potere marcio della TV e dello spettacolo.
STANDING OVATION 👏 pic.twitter.com/bY9oMvx9F8
Jurman parla di una televisione che spesso premia l’obbedienza più della competenza e di un ambiente in cui chi prova a uscire dal coro viene isolato o delegittimato. Un meccanismo che lui stesso, negli anni, ha imparato a riconoscere e da cui ha scelto di prendere le distanze.
Il messaggio di Luca Jurman non è una difesa di Fabrizio Corona, ma una provocazione rivolta al sistema. Se le rivelazioni fanno così paura, la domanda da porsi non è solo chi le fa, ma perché fanno così male. Il pubblico sembra condividere il pensiero del produttore.
In un momento in cui il dibattito si sposta sempre più sul confine tra libertà di parola e censura, l’intervento di Jurman riapre una riflessione scomoda: forse il problema non è chi alza il velo, ma quello che sotto quel velo continua a esistere.
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