Dove Cameron rompe il silenzio: “Ho paura del telefono…”

Dove Cameron e le sue paure come il telefono

L’attrice e cantante si racconta senza filtri nel podcast Call Her Daddy, ripercorrendo traumi, lutti e le cicatrici invisibili

L’attrice e cantante Dove Cameron, 30 anni, volto amatissimo dal grande pubblico per serie come Liv and Maddie e la saga Descendants, ha scelto di raccontarsi con rara sincerità in una toccante intervista rilasciata al podcast Call Her Daddy.

Durante la conversazione, Dove ha spiegato l’origine della sua paura del telefono, un oggetto diventato per lei simbolo di ansia e terrore dopo un evento traumatico vissuto a soli 15 anni. Fu infatti una telefonata a comunicarle la morte del padre, Philip Alan Hosterman, scomparso tragicamente per suicidio.

La telefonata che le ha cambiato la vita

Quel giorno, ha raccontato l’attrice, una conoscente di famiglia le inviò un messaggio chiedendo se sua madre fosse in casa. Poco dopo, quando la madre rientrò e chiamò un parente, arrivò la notizia devastante: “Phil non è più con noi”.

Dove ha descritto la reazione come un violento attacco di panico, “la sensazione più fuori controllo che si possa provare”. Da allora, il telefono non è più stato un semplice strumento di comunicazione, ma un costante richiamo alla paura. La morte del padre non è stata l’unica tragedia a segnare profondamente la sua vita. Nell’intervista, Cameron ha rivelato che tutte le sue più grandi perdite le sono state comunicate tramite una telefonata: La migliore amica d’infanzia, Hayley, uccisa quando Dove aveva circa 9 anni, un evento che ha spezzato prematuramente la sua innocenza. La scomparsa del collega e amico Cameron Boyce, con cui aveva condiviso set, crescita artistica e un legame umano profondo. La perdita del padre, che resta una ferita ancora aperta nel suo percorso emotivo.

Un segno indelebile sulla salute mentale

Queste esperienze, tutte legate allo stesso tragico rituale della chiamata improvvisa, hanno modellato il suo rapporto con il mondo, con le relazioni e con le emozioni. Dove Cameron non ha nascosto quanto questi traumi abbiano inciso sulla sua salute mentale e sulle sue reazioni quotidiane, rendendo necessario un lungo percorso di consapevolezza e cura.

Una testimonianza intensa, che va oltre il racconto di una star e si trasforma in una riflessione universale sul dolore, sul lutto e sulle cicatrici invisibili che, spesso, si portano dentro anche dietro un sorriso sotto i riflettori.

Seguici anche su  Twitter e WhatsApp