Bianca Balti a Sanremo 2026: un viaggio emotivo tra silenzi e paure, una storia di rinascita e bellezza sul palco
Sul palco del Festival di Sanremo, Bianca Balti non porta solo eleganza e presenza scenica. Porta un anno di silenzi, paure e trasformazioni. “Sono felicissima di essere qui. Grazie per questo regalo“, dice con un sorriso che oggi ha un peso diverso.
Dietro quella luce c’è quello che lei stessa definisce “il più duro della mia vita”. Un periodo che non coincide soltanto con la malattia, ma soprattutto con ciò che viene dopo. “Dopo la fine della chemioterapia ho dovuto elaborare un lutto: quello della donna che ero e che non ci sarà mai più. La donna spensierata, che non aveva paura di una recidiva“.
Parole che all’Festival di Sanremo risuonano con una forza particolare. Perché Bianca sceglie di raccontare la parte meno visibile, quella che spesso resta fuori dalle narrazioni pubbliche. “Quando ricrescono i capelli tutti ti guardano e pensano: “Adesso stai bene”. In realtà è lì che inizia il periodo più difficile”.
Non è il momento della diagnosi a segnare soltanto, ma quello del ritorno alla normalità. O almeno, a una nuova normalità. “Ora ne sto uscendo, ma ci è voluto un anno”, confessa. Un tempo lungo, fatto di ricostruzione interiore prima ancora che fisica.
E oggi aggiunge, con una serenità conquistata passo dopo passo: “Adesso sono più tranquilla nel parlarne”. Non è solo una dichiarazione, è una scelta. Quella di esporsi per trasformare il dolore in consapevolezza. All’Teatro Ariston non c’è soltanto una co-conduttrice. C’è una donna che ha attraversato la fragilità e l’ha resa forza. Una presenza che va oltre l’abito e la scena: è testimonianza, è verità, è rinascita.