Iva Zanicchi e il sogno di Sanremo: “Da bambina dissi che lo avrei…”

Iva Zanicchi a Playlist

Iva Zanicchi si racconta senza filtri a Playlist, il programma di tra ricordi d’infanzia e la sua straordinaria carriera

C’è chi sogna in silenzio e chi, fin da bambina, ha il coraggio di dirlo ad alta voce. Iva Zanicchi appartiene alla seconda categoria. Ospite del programma Playlist, l’Aquila di Ligonchio si è raccontata senza filtri, tra ricordi d’infanzia, aneddoti incredibili e momenti che hanno segnato una carriera leggendaria.

Il racconto di Iva Zanicchi

Il racconto parte da lontano, da quando la televisione era un lusso e al paese ce n’erano solo due: una in canonica e una all’osteria. La famiglia Zanicchi scelse l’osteria, anche perché la mamma offriva il vin brulé. È lì che la piccola Iva, timidissima ma già determinata, rimase folgorata dal Festival di Sanremo.

Quando era piccola e venne proclamato il vincitore – forse Claudio Villa, come lei stessa ammette di non ricordare con certezza – l’emozione fu tale che salì su una sedia e dichiarò davanti a tutti: “Un giorno anch’io andrò a Sanremo e lo vincerò”. La madre cercò di riportarla con i piedi per terra, paragonando quel sogno a uno zio che voleva diventare Papa. Ma il tempo avrebbe dato ragione a Iva.

Zanicchi non solo è andata a Sanremo, ma lo ha vinto tre volte, diventando ancora oggi l’unica donna a detenere questo primato. Un record che nemmeno colleghe come Anna Oxa o Gigliola Cinquetti sono riuscite a eguagliare.

Nel corso dell’intervista, Iva ha parlato anche della sua vita privata e del grande amore per Fausto Pinna, compagno di quarant’anni, scomparso prematuramente ma ancora centrale nel suo quotidiano. Era lui a spronarla a fregarsene delle mode e a seguire la propria voce, anche quando questo significava vendere meno dischi. Cuoco straordinario e profondamente legato alla Sardegna, l’ha fatta innamorare di quella cucina prima che lei reclamasse, con ironia, il ritorno a tortellini ed erbazzone emiliani.

Spazio anche a ricordi che sembrano usciti da un film: una notte di Capodanno a casa di Vittorio De Sica, l’ingresso improvviso di Anna Magnani allo scoccare della mezzanotte e quell’abbraccio che Iva non ha mai dimenticato. Proprio Magnani le disse che aveva “una faccia da cinema”, parole che De Sica prese sul serio, tanto da prometterle un ruolo futuro che, però, non arrivò mai.

Tra sogni gridati da bambina, amori che restano isole sicure e incontri che fanno la storia dello spettacolo italiano, Iva Zanicchi si conferma molto più di una cantante: è un pezzo vivo di memoria collettiva. Testarda, curiosa, ironica e profondamente autentica. Proprio come quella bambina salita su una sedia in un’osteria, convinta che i sogni – se ci credi davvero – possano diventare realtà.

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