Falsissimo, Corona si difende e cita il mondo del gossip: video rimosso

Falsissimo, Corona cerca di difendersi

Fabrizio Corona ribadisce la sua difesa a Falsissimo in un video poi rimosso a seguito di un provvedimento cautelare

Nel video pubblicato ieri sera sul suo canale YouTube “Falsissimo”, poi rimosso dal territorio italiano a seguito di un provvedimento cautelare ex articolo 700 del codice di procedura civile, Fabrizio Corona ha ribadito la propria linea difensiva rispetto alle accuse ricevute. La sua, secondo lo stesso, è un’inchiesta, citando la sua esperienza trentennale, e non un odio verso chi ha messo in luce. Ma cosa sta accadendo?

Il filmato rimosso per cautela

Nel filmato, Fabrizio Corona ha presentato, a suo dire, la testimonianza di Vito Coppola, il quale avrebbe raccontato una propria esperienza personale riguardante l’ex conduttore del GF, proprio all’interno del suo camerino. Nel video sarebbero state mostrate anche registrazioni di videochiamate che, secondo la ricostruzione fornita da Corona, documenterebbero alcuni passaggi della vicenda. Al momento, tuttavia, l’autenticità, il contesto e l’eventuale rilevanza giuridica di tale materiale non risultano verificati da fonti indipendenti e saranno eventualmente oggetto di valutazione nelle sedi competenti.

La rimozione del contenuto

Il video, a differenza di quanto chiacchierato sui social, è stato oscurato in Italia a seguito di un provvedimento d’urgenza. Si tratta di una misura cautelare che non rappresenta una decisione definitiva nel merito, ma una sospensione temporanea in attesa degli accertamenti giudiziari. Ora saranno i magistrati a esaminare il materiale, stabilendo se sussistano profili di responsabilità o meno, applicando esclusivamente le norme di legge.

Il riferimento al mondo del gossip

Nel suo intervento, Corona si è detto sorpreso che le accuse e la richiesta risarcitoria nei suoi confronti provengano, a suo dire, da ambienti editoriali che per anni avrebbero pubblicato contenuti legati alla vita privata di personaggi noti.

L’ex fotografo ha citato in particolare il settimanale, ricordando di aver collaborato in passato con la testata e di aver raccontato nel proprio docufilm distribuito su Netflix le dinamiche legate alla vendita di paparazzate e fotografie esclusive.

Secondo la sua posizione, vi sarebbe una disparità di trattamento tra ciò che in ambito editoriale tradizionale è stato per anni considerato lecito e ciò che oggi viene contestato nel contesto digitale. Nel video, Corona ha citato anche l’estero, dicendosi sorpreso per le dinamiche italiane rispetto ad altri Paesi. Ha inoltre richiamato il tema delle vittime di revenge porn, sottolineando come in alcuni casi contenuti gravemente lesivi siano rimasti online a lungo prima di essere rimossi. Le sue parole hanno riacceso il dibattito sui tempi e sulle modalità di intervento delle piattaforme e dell’autorità giudiziaria.

La vicenda resta in una fase preliminare. Le dichiarazioni contenute nel video rappresentano la versione fornita da Corona e non costituiscono accertamento giudiziario. In casi di tale complessità, sarà la magistratura a valutare fatti, contesti e responsabilità, distinguendo tra diritto di cronaca, tutela della reputazione e eventuali profili di rilievo civile o penale.

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